Claudio Scajola
POMIGLIANO D'ARCO - ''La Fiat ha dichiarato di volerlo chiudere, nella riorganizzazione che sta facendo in Italia. Prendiamo atto della decisione, ma abbiamo chiesto che la produzione in Italia aumentasse da 650mila a 900mila pezzi, quindi una grande crescita di produzione e di lavoro''. Claudio Scajola, ospite di Maurizio Belpietro a 'La Telefonata', parla della situazione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. ''Abbiamo chiesto alla Fiat che si impegni insieme a noi a trovare una soluzione industriale. Con Fiat - dice il ministro dello Sviluppo economico - il discorso su Termini e' chiuso, ma Fiat non ostacolera' e aiutera' una soluzione diversa''.
Allo stato ''abbiamo 8, 9, 10 offerte che stiamo valutando e presenteremo il 5 marzo al tavolo dell'auto del ministero dello Sviluppo. Abbiamo tempo un anno e mezzo prima che cessi lo stabilimento di Termini'', ricorda il ministro. Quanto a Pomigliano d'Arco, ''oggi soffre la crisi di produzione dell'Alfa Romeo, ma nell'accordo con la Fiat si prevede lo sviluppo di Pomigliano, portando li' la Panda che e' il modello di punta delle vendite: quindi per Pomigliano -assicura Scajola- c'e' un percorso di crescita''.
Poi il ministro parla degli incentivi dati negli ultimi anni: ''La Fiat ha avuto, come molti, aiuti sullo sviluppo: i 270 milioni sono per ricerca e investimenti. Certo e' che questi incentivi sono quelli che hanno permesso alla Fiat di avere prodotti innovativi''. Sono incentivi che ''non dovranno essere restituiti, ma c'e' l'impegno per sviluppare l'italianita'. Non c'e' dubbio che in passato Fiat ha dato prove di poca attenzione all'auto, ma da quando c'e' Marchionne, la Fiat ha investito sull'auto. Allora, via le polemiche, ma la Fiat si ricordi che l'Italia e gli italiani hanno dato a Fiat come Fiat ha dato agli italiani''.