POMIGLIANO D'ARCO - E' ripresa oggi l'attivita' negli stabilimenti italiani di Fiat Auto, dopo le due settimane di cassa integrazione per 30.000 lavoratori. Sono tornati al lavoro i dipendenti di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, Cassino e Sevel, mentre lo stop e' prolungato di una settimana a Pomigliano, dove si fa cassa integrazione straordinaria (l'altro stabilimento dell'Auto in cui si e' passati alla cigs e' quello di Cassino). Nel pomeriggio sono stati comunicati i turni di lavoro per lo stabilimento Gianbattista Vico: gli addetti alla 159 lavoreranno il 17, 18 e 19 marzo. Gli addetti alla 147 turno b (mattina) 16 e 17 marzo mentre gli adetti 147 turno A (pomeriggio) 18 e 19 marzo. Susanna Camusso, segretario confederale Cgil, al congresso provinciale del sindacato torinese che si svolge oggi e domani all'ospedale Molinette di Torino ha detto: ''Il piano industriale Fiat e' un'Araba Fenice. Quello che viene annunciato come aumento della produzione in Italia e' invece un ritorno ai livelli pre-crisi che non risponde al mercato italiano rispetto alla produzione nazionale''. ''Rimangono aperti i problemi per Termini Imerese e Pomigliano, come la produzione di motori in Italia, e rimangono domande precise sulla tutela dell'occupazione'', ha sottolineato Camusso. ''Il problema della Fiat - ha aggiunto - e' anche dove sta la sua testa: senza dichiararlo, sta attuando uno spostamento dei luoghi dove si fanno le scelte e si indirizzano le risorse''. Secondo la dirigente Cgil, ne e' la dimostrazione il fatto che ''i punti di qualita' sono piu' orientati agli Usa che all'Italia, sia per la produzione che per l'immagine del marchio''. Nell'ambito di ''questa debolezza'', ha concluso, si assiste ''ad annunci nei giorni pari che cambiano in quelli dispari, mentre ''quello che che sta accadendo su Termini e' indicativo dell'atteggiamento del governo''.